Sameer Kulavoor
Un Sedicesimo 85
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Le aree urbane sono diventate complesse e frammentate; il tempo è diventato prezioso, le soglie di attenzione si sono ridotte e lo spazio si è trasformato in merce. Ci troviamo a doverci muovere attraverso labirinti e territori segnati da confini che stabiliscono dove possiamo o non possiamo andare, quali spazi sono pubblici o privati, dove si entra e da dove si esce.
Servizi di consegna, taxi e piattaforme digitali dipendono interamente dal GPS, al punto che è difficile immaginare una vita senza sapere esattamente dove siamo, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.
Questo progetto è un promemoria personale: a volte è giusto perdersi. Dopotutto, apparteniamo tutti allo stesso Pale Blue Dot.
La pratica di Sameer Kulavoor nasce da un modo di osservare e decodificare la metropoli in continuo mutamento e da una riflessione su cosa significhi esistere al suo interno, cogliendone l’ephemeralità, le idiosincrasie e la molteplicità. Con oltre due decenni di esperienza tra arte e design, Kulavoor è attratto dall’indagine di pattern, peculiarità e anomalie del nostro paesaggio complesso. Dietro le sue composizioni giocose si cela una riflessione sincera sulla vita urbana e sull’impatto del tempo, della cultura, della politica e delle condizioni socio-economiche sull’ambiente costruito.
ISSN: 1972-2842 #
A cura di: Pietro Corraini
Rilegatura: punto metallico
Pagine: 16
Base: 17
Altezza: 24
Edizione: 2026